Perchè ho creato questo spazio?
Finché un giorno, durante una pandemia mondiale, ho deciso di fermarmi, prendere il coraggio a quattro mani e vivere mettendomi in ascolto. In ascolto di ciò che mi circonda, di chi incontro sul cammino e di me stessa.
Troppo spesso dimentichiamo che il vero obiettivo da perseguire nella vita è uno solo: la felicità.
Ci nascondiamo dietro il fatto che la quotidianità è fatta di progetti, obiettivi, responsabilità. Ma a cosa servono tutte queste cose se non a rendere felici noi e i nostri affetti?
Certo, non esiste una sola forma di felicità, ognuno ha la propria: serenità, una famiglia numerosa, viaggiare per il mondo, avere successo.
Chi sono io per dire qual’è la tua?
Ognuno di noi però, può farlo per sé stesso. Ha il dovere di farlo.
Ma come?
E’ indispensabile fermarsi, togliersi le maschere che ci hanno o ci siamo imposti, e mettersi in ascolto.
Solo così daremo l’opportunità a quell’unica irripetibile non omologabile forma di felicità di venire a bussare alla nostra porta.
In queste pagine vorrei parlarti proprio di questo, e se anche solo una persona le troverà utili, beh il mio obiettivo è bello che raggiunto.
Ne sarò felice!
Un MBA iniziato quasi per caso mi porta a occuparmi per 20 anni di marketing nell’azienda più densamente abitata del Paese, Poste Italiane. Partecipo al lancio del 1° conto, 1° programma di loyalty, 1° internet banking, 1° carta prepagata, fino a costruire, lego dopo lego, il 1° data driven engagement and communication team (quella roba dei big data fusi a Black Mirror).
Ma, se lo zaino può esser così leggero in giro per il mondo, perché non alleggerirlo anche nella quotidianità?
Dopo 3 anni di analisi, 1 cammino di Santiago e 1 lockdown – che mi fa riprendere la matita in mano dopo 15 anni e completare i miei primi 2 racconti – mi lancio nel pacchetto completo di downshifting: dimissioni, affitto del sudato appartamentino romano, restituzione di auto, telefono, pc…e riempio lo zaino di tempo per capire quale sia il prossimo passo.
Cosa è successo da quel fatidico giorno in cui tutto è cambiato?
Sono salita su una tavola da surf, ho conosciuto la donna che oggi è mia moglie, ho pagato le bollette con qualche consulenza…
…e il 5 maggio 2026 è uscito per Bompiani il mio primo romanzo, Lupo giù per terra.
E no, non parla del downshifting e del mio cambio vita. Va ancora più indietro, a quel momento in cui ci rendiamo conto che esser diversi non vuol dire essere sbagliati. E che solo imparando a conoscerci troveremo il coraggio di costruire la nostra personale forma di felicità.
Se vuoi saperne di più, ne parlo qui https://chipuodirlo.eu/life/il-diritto-di-essere-se-stessi-qualsiasi-cosa-voglia-dire/
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per scoprire un giorno come superarli.
A modo nostro.
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