Corea del Sud | Il paese che non ti aspetti (1/2)

È molto più semplice sapere in quale ristorante cenare dall’altra parte del mondo che reperire informazioni utili su come arrivarci, da quella parte lì.  Se questo è vero per molti luoghi, per la Corea del Sud lo è ancora di più.

C’è talmente tanto da sapere e così poco da trovare (su guide e in giro per il web) su come organizzare un viaggio in questo paese che, per raccontare le nostre due settimane on the road ad Hanguk (nome coreano di questa terra), ho deciso di partire proprio da qui: quello che mi avrebbe fatto comodo sapere prima di partire per organizzare al meglio il viaggio.
E così, a seguire, alcune delle informazioni reperite sul campo, riordinate a formare la prima parte (quella logistica-operativa-di utilità ma non per questo, mi auguro, noiosa) di una mini-guida sulla Corea del Sud.

Visti d’ingresso
Fino al 31 dicembre 2026 non è richiesto nessun visto (K-ETA) per i viaggiatori con passaporto italiano. Se parti dopo questa data verifica se è necessario ma non preoccuparti: la procedura di richiesta è online, molto veloce e ha un costo indicativo di 8 euro.
Gli unici documenti richiesti al momento sono l’Arrival Card e il Q-Code (autodichiarazione sanitaria). Entrambe sono compilabili all’atterraggio (all’aeroporto di Incheon, neanche a dirlo, sono procedimenti molto veloci e semplici) ma consiglio vivamente di farlo due, tre giorni prima della partenza. Negli aeroporti da cui parti potrebbero richiedere entrambe i documenti (nonostante il secondo non sia obbligatorio) in fase di check-in e allungare di molto le procedure e i tempi di imbarco.
Non li ho nominati perché li do per scontati, ma non dimenticare di verificare che il tuo passaporto abbia una validità di almeno sei mesi e di avere un biglietto di ritorno da mostrare.
Arrivare a Seul
Dall’Italia ci sono voli diretti che partono da Roma e Milano Malpensa e la durata varia tra le 11.30 (andata) e le 13 (ritorno) ore ma, se vuoi spendere qualcosa in meno e approfittare del viaggio per mettere piede in un altro paese, puoi valutare le diverse opzioni con scalo in Asia: Pechino e Nuova Deli per citare le più comuni. Allungherai il viaggio di una mezza giornata (a tratta) ma, se sei un dormitore pro da aereo e hai riposato nella prima parte del volo, questo ti consentirà di trascorrere diverse ore in giro per la città scelta per lo scalo e ripartire in serata per la tua destinazione finale.
Consigli utili: verifica quanto tempo prima va richiesto il visto per il paese in cui effettuerai lo scalo; se ti va di ottimizzare il tempo a disposizione, e non riesci a studiare a fondo anche quest’altra città, acquista un pacchetto su piattaforme come GetYouGuide per un tour zero pensieri con autista. I tour sono modulabili in base alle tue esigenze in termini di orario e luoghi da visitare, costano meno di quanto pensi e sono più efficienti e completi di quanto ti aspetteresti.
Sembra banale ma non lo è: la scelta di uno scalo all’andata non vieta di poter optare per un volo diretto al ritorno.
Da/per l’aeroporto
Sei arrivato a Incheon, l’aeroporto internazionale di Seul, e ora?
Hai due opzioni: se sei solo e hai un alloggio in centro prendi senza indugio il bus. È economico, impiega lo stesso tempo del taxi (se non addirittura meno grazie alle corsie dedicate) e ha diverse fermate in città. Ci sono corse ogni venti minuti, le biglietterie si trovano a ogni uscita dell’aeroporto e, se mostri al personale dedicato qual è la tua destinazione in città, ti consiglierà dove scendere.
Appurata la destinazione: acquisti il biglietto, sali e ti godi il panorama seduto su comode poltrone extra large.
Se sei in compagnia e avete valige pesanti (grande errore, in Corea conviene arrivare con le valige vuote) puoi optare per il taxi – costa tra i 35 e i 60 euro (dipende come sempre dal traffico nell’ora di punta).
Se posso dirti la mia: il taxi è l’opzione che consiglio per il volo di ritorno, quando le valige saranno (giustamente) piene di prodotti di K-beauty e vestiti e gadget vari, ma non è indispensabile per il tragitto di andata.
Muoversi in città
Tre cose fondamentali da tenere a mente: Naver, T-Money, Taxi.
– Naver è il corrispettivo di Google Maps. Scarica l’app da casa, prima della partenza, ti servirà per valutare le distanze a piedi o con i mezzi pubblici quando stai scegliendo l’alloggio da prenotare per la prima sera in Corea. Durante il viaggio, poi, la utilizzerai tantissimo. E se sei stanco o non ti va di prendere mezzi pubblici, ti da anche indicazioni di massima sul costo dei taxi per effettuare il tragitto richiesto.
– T-Money è la card ricaricabile da utilizzare per i trasporti pubblici (metro e bus) a Seul e nelle maggiori città del paese. Si può acquistare nei convenience store presenti anche in aeroporto (CU, 7Eleven, GS25…) e ricaricare sia presso gli stessi store che nelle stazioni della metropolitana. È una carta ricaricabile, la carichi e non ci pensi più (puoi verificare il credito residuo negli stessi punti in cui la ricarichi), e ti da’ accesso anche a piccoli sconti sul costo dei biglietti.
– Taxi. Sono particolarmente economici, le corse partono da c.a. 3€ durante il giorno e c.a. 4€ nella fascia notturna (dopo le 22). I tassametri partono SEMPRE da questa cifra, sia se chiami il taxi con Uber sia se prendi un taxi per strada. Una corsa di mezz’ora costa meno di 10 euro. CONSIGLI UTILI PER I TAXI: se non vuoi avere problemi con l’indirizzo da dare al conducente utilizza Uber (imposti la destinazione e il tassista sa già dove andare) o mostra al tassista l’indirizzo in coreano (lo trovi sia su GMaps che su Naver); i taxi con luce verde sono occupati quelli con luce rossa sono liberi. Lo so, è strano per il nostro modo di utilizzare i colori, ma basta poco a farci l’abitudine.
Muoversi all’interno del paese
La scelta in questo caso dipende da quanti e quali luoghi vuoi visitare e se sono nelle tratte servite da treno e/o da bus.
Ma non solo. Di seguito provo a darti una visione un po’ più completa.

AUTO
Prima di tutto si guida a destra come in Italia; le città sono collegate da autostrade a scorrimento veloce ma i limiti sono più bassi che in Italia (massimo 80-110 kmh) e vengono controllati (davvero!).
Per la guida è necessaria (oltre la patente nazionale) la patente internazionale (un documento rilasciato dalla motorizzazione civile in via diretta o tramite ACI e scuole guida). NON prendere sottogamba tempi e costi di questa opzione: possono volerci da 5 giorni ai 3 mesi a seconda che tu richieda la patente internazionale in autonomia o tramite scuola guida e può costare fino a 100€.
Quando ritiri l’auto ricorda di richiedere il servizio aggiuntivo per il pagamento dei caselli autostradali, il corrispettivo del nostro telepass per intenderci.
TRENO/BUS
Se non sei patito dell’on the road e se non sei interessato a (o non hai tempo per) fuori rotta particolari, non disdegnare l’utilizzo dei mezzi di trasporto locali. Sono efficienti, puntuali ed estremamente puliti (loro e le stazioni).
Se opti per questa soluzione, la prima indicazione che troverai su guide e blog è relativa l’acquisto del Korail Pass, un pass che permette di viaggiare su tutti i treni veloci e alcuni treni extraurbani all inclusive e senza pensieri. Ma come per quasi tutto nella vita anche questo pass ha pro e contro.
PRO: si può salire a bordo di ogni tipologia di treno incluso nel pacchetto anche senza prenotazione. Arrivi in stazione, guardi da dove parte il tuo treno, sali a bordo e (mi raccomando non disattendere questo passaggio, i controllori potrebbero aversene molto a male) fai il viaggio in piedi tra i vagoni o su uno dei sedili contrassegnati come “unreserved seats.”
Il pass ha prezzi che variano in base alla durata: dai 2 ai 5 giorni. Sembrano pochi ma è importante notare che non sono consecutivi. Ad esempio: se acquisti il pass per cinque giorni e prendi il treno il quarto e il sesto giorno di viaggio, avrai utilizzato solo due dei giorni a tua disposizione.

IMPORTANTE: a prescindere dal numero di giorni che scegli, il pass ha una durata di 10 giorni che vengono conteggiati dal primo utilizzo. In sintesi: cerca di capire quanti giorni viaggerai e compra il pass adatto alle tue esigenze, attivalo quando lasci Seul e inizi il tuo giro per il paese per evitare che scada durante il viaggio.
CONTRO: due soli ma molto rilevanti a parer mio. Non include i bus (e diverse cittadine al sud sono collegate meglio via bus); è molto caro.

CONSIGLIO
Fatti un’idea di quali città vuoi visitare, controlla se le tratte sono coperte in bus o treno, valuta i costi e decidi. Comprare i biglietti in stazione (bus o treni) è molto semplice anche se non mastichi l’inglese. Di fianco alle biglietterie (con umani che però spesso non parlano inglese) ci sono chioschi in cui puoi selezionare la lingua inglese (ti servirà anche solo per poter leggere i nomi delle città con l’alfabeto latino) e in un paio di step acquistare con la tua carta di credito. I biglietti dei treni sono acquistabili anche sui siti ufficiali, online e in inglese; quelli dei bus non sono sempre acquistabili online con le carte di credito non coreane.
INFO UTILI
– i viaggi in treno all’interno del paese durano in media un’ora e mezza e mai oltre le tre ore (te lo dico per valutare quanto tempo potresti restare in piedi in caso tu decida di optare per il Korail Pass);
– gli schermi con le informazioni dei treni sono in alfabeto coreano e latino, non avere timore. E non entrare in ansia se non vedi il binario del tuo treno, vengono annunciati solo 15 minuti prima della partenza. E, fidati, hai tutto il tempo di raggiungere il binario per tempo;
– se scegli l’opzione fai da te, acquista per tempo i biglietti durante i fine settimana o, ancora meglio, scegli di non spostarti da/per Seul nel fine settimana.
I giorni di ferie da quelle parti sono solo 14 per tutto l’anno e le 25.000 persone che vivono nell’area metropolitana di Seul tendono a spostarsi nel fine settimana (giustamente dico io, e non perché la capitale non abbia svaghi da offrire durante il weekend ma perché staccare dal cemento fa bene ogni tanto).

E noi? Abbiamo optato per gli spostamenti con i mezzi locali e fai da te. E non ce ne siamo pentite, anzi!
Nonostante fossimo in Corea durante Chuseok (una delle feste tradizionali più importanti del paese, quella che a detta dei coreani è il loro Ringraziamento e durante la quale la capitale è praticamente deserta) è bastato adattare i nostri spostamenti tra le città evitando alcune tratte nei giorni caldi e abbiamo potuto vedere tutto (o quasi) quello che ci eravamo prefissate. Scegliendo comodamente l’opzione bus (vi consiglio i Premium, esperienza di vero lusso per comodità, silenzio, velocità… non volevamo andare via all’arrivo) quando la ritenevamo più in linea con le nostre esigenze. 

Paese che vai, usanza che trovi
Chiudo questa prima sezione della guida della Corea del Sud con alcune stranezze, particolarità, abitudini che abbiamo scoperto giorno dopo giorno, semplicemente vivendo il nostro viaggio, e che possono risultare utili oltre che (credo) interessanti. Sono in ordine sparso e ne riprenderò alcune nella prossima uscita, quella dedicata alle città che abbiamo avuto modo di visitare.

FAME? I coreani pranzano tra le 11.30 e le 13 e cenano tra le 17.30 e le 19. Ciò vuol dire che in quelle fasce orarie i ristoranti sono stracolmi ma anche che la sera chiudono molto presto.
Nella maggior parte dei casi, effettuano l’ultimo servizio alle 21. I bar, invece, tra le 22 e le 23.

SETE? Tutti, ma proprio tutti, gli alloggi hanno dispenser di acqua. Bere tanta acqua non è preso alla leggera: fa bene alla pelle, si sa’, e siamo pur sempre nella patria della beauty routine. Ti potrà capitare di ricevere bottigliette di acqua in omaggio anche mentre fai shopping in qualche negozio. Ti sembrerà strano e magari per pura cortesia ti verrà automatico rifiutare: non farlo, MAI! Rifiutare un dono è ritenuto particolarmente scortese e offensivo.
VUOI FARE CONVERSAZIONE? Non restarci male se, quando fai loro una domanda, ti guardano come fosse arrivato da un altro pianeta, forse per loro lo sei. Non è così comune fare conversazione, che so, in ascensore come lo è per noi. Può accadere che tu faccia una domanda, e che la persona a cui l’hai posta pensi di aver capito e ti risponda con qualcosa che non c’entra nulla, per poi proseguire per la propria strada. Ecco, non è scortesia, è solo disabitudine alla conversazione fine a sé stessa.
La domanda che hai posto prevede una risposta negativa? Ebbene, con buona probabilità, per dirti no, incroceranno le braccia a formare una X. All’inizio ti sembrerà assurdo, crederai di aver fatto qualcosa di male, di molto male, ma in realtà ritengono che pronunciare NO sia molto più scortese.
CESTINI: per strada sono il bene più raro e prezioso che esista. Fattene una ragione e se diventerai addicted alle bevande in plastica da passeggio (come tanti da queste parti) ti toccherà portare con te il bicchiere per tutta Seul. Inutile innervosirsi.

HAI CON TE IL COSTUME DA BAGNO? Qui in Corea non si fa il bagno al di fuori della stagione balneare (solitamente giugno, luglio e agosto). Il contro è evidente, il pro è che fuori stagione a Busan i costi degli alberghi crollano e puoi approfittare di una vista magnifica a un quarto del prezzo di listino. E, comunque, c’è talmente tanto da fare sulla costa che neanche ti ricorderai di non aver fatto un tuffo nel mar del Giappone.

SILENZIO, silenzio, silenzio: in treno, in bus, in stazione, nelle aree comuni degli alberghi, è tutto molto silenzioso. Non alzare la voce, è scortese e non serve a nulla.

Ci sarebbe molto altro da dire ma lo lascio alla prossima uscita, quella in cui vi parlerò del nostro itinerario: Seul, Jeonju, Gwangju, Busan, Gyeongju, di nuovo Seul.

Nota a margine: come dicevo poco fa molte poche persone parlano inglese, anche tra i giovani. È sempre più in voga l’utilizzo di traduttori simultanei ma noi abbiamo deciso di farne a meno, di vivere il nostro viaggio in una modalità da primo decennio del ventunesimo secolo: con l’ausilio del web (siti web per acquisto treni, applicazioni per muoverci a piedi, informazioni apertura musei e ristoranti…) ma senza l’IA più spinta. Questo ci ha consentito di concentrarci sul suono delle parole, sull’importanza dei gesti, sulle persone che avevamo davanti e il loro linguaggio del corpo… senza frapporre uno schermo tra noi e loro. 
Più difficile? Sicuramente. Un po’ radical chic o da fricchettone? Forse. 
Non c’è un modo giusto e uno sbagliato di vivere le proprie esperienze, lo scopo di queste pagine è aiutare chi avrà voglia di visitare questo splendido paese e per farlo non posso che condividere la nostra esperienza.

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